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Iniziative - Gruppo Emergency di ReggioEmilia

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Iniziative

Cosa Facciamo

Schiavitù di ritorno - Migranti e forme di sfruttamento. Tutti i materiali del convegno


Tutti i video interventi dela giornata di studi svoltasi a Reggio Emilia il 3 dicembre 2011        

Iniziativa promossa dall’Associazione Giuristi Democratici in collaborazione con Ass. Città Migrante, Libera, Emergency RE, Amnesty International RE, Ass. Centro Sociale Papa Giovanni XXIII, Cobas Scuola RE, Rifondazione Comunista\Federazione della Sinistra, Sinistra Ecologia Libertà

Materiali a cura del Progetto Melting Pot Europa

Gli interventi:
- Federica Zambelli, Città Migrante
Introduzionione
- Francesco Carchedi , docente presso La Sapienza di Roma, Facoltà di Sociologia e responsabile del settore ricerca del consorzio Parsec
Il fenomeno del lavoro gravemente sfruttato
- Avv. Giovanni Guarini, ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione)
Il cittadino straniero e l’ingresso sul territorio tra normativa e sanatorie
- Avv. Bruno Pezzarossi, AGI (Associazione Avvocati Giuslavoristi italiani)
Tutela del lavoro in cooperativa e suo abuso
- Giovanna Bondavalli, Progetto Rosemary Comune di Reggio Emilia
I servizi di protezione delle vittime
- Enrico Bini, presidente Camera di Commercio di Reggio Emilia
Soldi “sporchi” e mercato
- Avv. Vainer Burani, Associazione Giuristi Democratici
Il “caso” Reggio Emilia
- Manila Ricci, Ass. Rumori Sinistri (Rimini)
Il lavoro paraschiavistico nel settore turistico stagionale
- Kaur Sukhwinder detta Goghi, delegata FILT-CGIL Coop. GFE
GFE, un’anomalia o la norma?

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Consegnate oltre 650 firme: petizione per il rilascio titolo di soggiorno richiedenti asilo provenienti dalla Libia


Oggi, 23 dicembre, sono state consegnate le firme della petizione popolare che chiede al Sindaco di Reggio Emilia anche in qualità di presidente ANCI che si faccia promotore in tutte le sedi istituzionali opportune e necessarie di chiedere l'immediato rilascio di un titolo di soggiorno ai richiedenti asilo provenienti dalla Libia.
Pur provenendo dalla Libia , sono nati in Somalia, in Eritrea, in Ghana, in Nigeria, nel mali, nel Ciad, in Sudan, in Costa d'Avorio, in Bangladesh o in Pakistan e per questo rischiano di vedere rigettata la loro domanda di asilo dalle commissioni territoriali e ritrovarsi quindi nella condizione dell'irregolarità.
Una serie di realtà cittadine, fra cui l'ass. Città Migrante, la cooperativa sociale Dimora di Abramo, l'Ovile cooperativa di Solidarietà Sociale, ass. Centro Sociale Papa Giovanni XXIII, Ga3, ASNOCRE, Emergency RE, Amnesty International RE, Pollicino gnus, FILEF, Libera, cooperativa sociale la Quercia, Laboratorio aq16, Cobas Scuola RE, GLM-Gruppo Laico Missionario, cooperativa La Collina, Rifondazione Comunista e SEL hanno promosso la  petizione popolare e domenica 18 dicembre, in occasione della giornata mondiale dei migranti, è iniziata la raccolta firme.
A pochi giorni di distanza sono state consegnate oltre 650 firme.
Questo è stato possibile grazie ad una parte significativa di città che si è mobilitata affinché venga rilasciato un titolo di soggiorno ai richiedenti asilo provenienti dalla Libia.

Ringraziamo tutte e tutti per il prezioso aiuto, il contributo che ognuno ha dato è stato realmente importante e significativo!

Testo della Petizione[...]





MOZIONE DI INIZIATIVA POPOLARE SUL CASO ITAL EDIL E SULLO SFRUTTAMENTO DELLA MANODOPERA CLANDESTINA A REGGIO EMILIA.




Conferenza stampa del 29 gennaio di presentazione della Mozione popolare contro lo sfruttamento del lavoro irregolare.




Reggio E. 23-02-2011
Presidio contro il primo test
d'italiano per MIGRANTI.



Reggio Emilia “ Il Comune parte Civile al processo Ital Edil


Il Consiglio comunale approva la mozione popolare che chiedeva all’amministrazione di costituirsi parte civile al processo contro lo sfruttamento della manodopera irregolare   continua.....

Lettera aperta sull'Accordo d'integrazione

Nei prossimi mesi sarà approvato in via definitiva dal Governo l'Accordo di Integrazione che imporrà ulteriori vincoli per l'acquisizione del permesso di soggiorno da parte dei migranti. L'accordo, inserito all'interno del "Pacchetto sicurezza", si presenterà sotto forma di contratto con lo Stato e definirà il grado di "integrazione" che il migrante sarà tenuto a dimostrare.

Stipulazione di un contratto d'affitto, scelta di un medico di base, acquisizione della lingua italiana, conoscenza di non ancora definite "regole del vivere civile" e dei fondamenti della costituzione italiana diventeranno i gradini di un sistema a crediti che condizionerà l'acquisizione del permesso di soggiorno. Il cosiddetto permesso di soggiorno a punti.

In sintesi il cittadino straniero avrà 2 anni di tempo per raggiungere 30 crediti o punti. In caso contrario, il permesso di soggiorno sarà prima prorogato di un anno e poi revocato.
In particolar modo l'acquisizione delle competenze linguistiche pari al livello di certificazione europea A2 sarà requisito indispensabile per il rinnovo del permesso di soggiorno.

In quest'accordo, un tema così importante come quello dell'accesso all'istruzione è trattato in modo demagogico, senza profonda analisi.  Non emerge mai nessuna attenzione per la qualità dell'apprendere, per la motivazione legata al desiderio di comunicare o alla spontaneità dell'interazione. L'apprendimento della lingua è imposto nella nuova sterile veste di obbligo, condizione estrinseca, rigida e imprescindibile. Dichiarato, è il sottrarsi dello Stato di fronte ad ogni impegno economico.
Omessa ogni ipotesi di promozione, investimento e formazione da parte della pubblica amministrazione.

Ancora una volta saranno colpite quindi le fasce più povere e deboli della società: chi non ha mezzi a disposizione che facilitino l'apprendimento, chi non ha un bagaglio scolastico sufficiente, chi vive un disagio sociale tale da portarlo già lontano da ogni forma d'interazione con l'altro, chi ha superato l'età in cui la mente si muove in modo elastico e veloce.

L'introduzione del requisito della lingua italiana come apprendimento obbligatorio aggrava ulteriormente lo stato di salute della nostra società, già scandalosamente impregnata di una cultura superficiale ed escludente.

Mentre con i tagli alla scuola e alla formazione l'accesso all'istruzione diventa un cammino sempre più selettivo e impervio, l'accordo d'integrazione riduce, di fatto, il tema del diritto e delle pari opportunità a un ricatto. Quest'apparente semplificazione si tradurrà in una serie ancora poco prevedibile di complicazioni per il migrante, che dovrà attivarsi per trovare i supporti, gli strumenti e le risorse.

Si aggiunge a queste già sufficienti tribolazioni il fondato timore che una tale norma possa dare il via al libero mercato delle certificazioni o delle false promesse. Il fenomeno della ricattabilità del migrante sta aprendo piaghe gravissime nel già doloroso panorama dei "traffici sommersi" nel nostro paese.

Questo sistema di "esistenza a punti" nel suo complesso evidenzia sempre più la volontà di ignorare il problema delle discriminazioni, trasformando diritti fondamentali come la casa, il lavoro e l'accesso alla lingua in doveri, senza alcuna cura o attenzione all'inclusione dei più deboli.
Ci troviamo ancora una volta di fronte a una legge razzista e ingiusta, ma ci rimane ancora un po' di tempo per mobilitarci affinché venga modificata.

Per sottoscrivere la lettera: cittamigrante@gmail.com

                                                              
Ass. Città Migrante
Emergency gruppo di Reggio Emilia
Pollicino Gnus

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